Le elezioni di metà mandato del 3 novembre 2026 negli Stati Uniti si chiudono con una vittoria netta dei democratici, che secondo le proiezioni delle principali testate americane conquistano sia la Camera sia il Senato. Per la prima volta l’intelligenza artificiale è stata un tema di campagna vero: per i soldi spesi dalle sue aziende, per i data center che fanno salire le bollette e per le regole che il nuovo Congresso potrà scrivere. E i mercati, stamattina, lo stanno già prezzando.
Cosa è successo
Secondo le proiezioni di CNBC e CNN, i democratici superano i 218 seggi necessari alla Camera (CNBC ne stima almeno 245) e arrivano ad almeno 51 seggi al Senato. Alcune sfide sono ancora in fase di spoglio e i numeri definitivi arriveranno nei prossimi giorni. Il presidente Trump resta alla Casa Bianca fino al 2029, ma da gennaio dovrà fare i conti con un Congresso controllato dall’opposizione.
Come l’AI è entrata nella campagna
I soldi delle aziende
Mai come quest’anno l’industria dell’AI ha finanziato la politica. Secondo i documenti depositati fino al 30 ottobre, i super PAC legati all’AI hanno speso circa 81 milioni di dollari: circa 44 milioni la rete Public First, più vicina a chi chiede regole di sicurezza, e circa 37 milioni Leading the Future, sostenuta tra gli altri dal fondo a16z, che punta a una legge federale unica e leggera al posto delle leggi dei singoli stati. Curiosamente, secondo un’analisi di Axios, i loro spot televisivi e online hanno quasi sempre evitato di parlare proprio di AI.
I data center e le bollette
Il tema che ha toccato davvero gli elettori è stato un altro: il costo dell’elettricità. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos citato dalla Brookings Institution, il 77% degli americani teme che i data center facciano salire le bollette. Ballotpedia ha contato almeno 41 referendum locali sui data center, 21 solo in Ohio, molti dei quali per bloccare o sospendere nuovi impianti. In Texas, lo stato che secondo Wells Fargo ospita circa il 27% della capacità dei data center americani, la candidata democratica alla carica di governatore aveva promesso una moratoria.
La reazione dei mercati
Gli investitori leggono il risultato come un possibile freno alla corsa ai data center. Nella notte la Borsa di Tokyo ha chiuso in forte calo (Nikkei −4,45%), trascinata dai titoli legati ai chip: SoftBank intorno al −8%, Tokyo Electron −7%. Negli scambi dopo la chiusura americana CoreWeave, che affitta capacità di calcolo per l’AI, ha perso circa il 3,7%, mentre i titoli del solare sono saliti di circa il 3% sulla scommessa di politiche più favorevoli alle rinnovabili. Nvidia è rimasta quasi invariata, AMD è salita di circa il 5% grazie ai conti trimestrali. In apertura i future su Wall Street indicavano movimenti contenuti. Il quadro arriva dopo settimane già difficili per i titoli AI, con il Nasdaq-100 sceso di oltre il 10% dal record di inizio ottobre.
Tre scenari per l’AI
1. Regole federali, ma di compromesso
Con il Congresso in mano ai democratici diventa più probabile una legge federale sull’AI. Ma Trump ha il potere di veto, e per superarlo servono i due terzi di entrambe le Camere. Lo scenario più realistico è quindi un testo bipartisan e moderato, come il Frontier Act già in discussione, più che una stretta. La battaglia vera sarà su un punto: se la legge federale debba prevalere sulle leggi più severe di stati come California e New York.
2. Data center più lenti e più cari
È lo scenario che preoccupa di più i mercati. Tra referendum locali, regole statali sui grandi consumi elettrici e pressioni del nuovo Congresso, costruire un data center negli Stati Uniti potrebbe diventare più lento e più costoso, con una parte del costo della rete spostata dalle famiglie alle aziende tecnologiche. Per chi ha investito centinaia di miliardi in nuova capacità di calcolo, ogni ritardo pesa. Per i produttori di energia rinnovabile e di sistemi di accumulo, invece, è un’occasione.
3. Più controlli sulle grandi aziende AI
Un Congresso di opposizione significa audizioni, richieste di documenti e indagini. Il momento è delicato: Anthropic sta preparando la quotazione in Borsa e la senatrice Elizabeth Warren le ha già chiesto chiarimenti sui rischi indicati nel prospetto. È probabile che anche concorrenza, uso dei dati, effetti sul lavoro ed export di chip verso la Cina finiscano più spesso sotto la lente.
E per l’Europa?
Nel breve periodo poco cambia: l’Unione europea ha già le sue regole con l’AI Act. Nel medio periodo, però, se gli Stati Uniti rallentano sui data center, una parte degli investimenti potrebbe guardare altrove, Europa compresa, dove però energia e permessi restano i colli di bottiglia. E se Washington si avvicinasse a regole più simili a quelle europee, per le aziende che lavorano su entrambi i mercati sarebbe una buona notizia.
Il mio parere
Per anni l’AI è stata raccontata come una questione di modelli e di chip. Queste elezioni dicono che negli Stati Uniti è diventata una questione di bollette, di territorio e di consenso. Non mi aspetto una frenata brusca, ma una crescita più negoziata. E un’industria che ha speso 81 milioni in campagna elettorale senza quasi mai nominare l’AI farebbe bene a chiedersi perché.
Fonti
- CNBC · Midterm elections 2026, live updates sui risultati
- The Washington Post · Democrats win control of House and Senate
- CNBC · Stock futures mixed as Democrats win big in midterms
- Fortune · AI is on the ballot in today's midterm elections
- Axios · Three questions that will define AI's political power
- FourWeekMBA · AI super PACs have spent $81M on the midterms
- Brookings · Why data centers are a top issue in the 2026 midterms
- Newsweek · Map shows states where data centers are on the ballot
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