Il 4 novembre il laboratorio di biologia di Anthropic ha presentato un risultato che mostra Claude nella ricerca biologica vera, non solo come assistente per scrivere: la prima struttura tridimensionale di una particella vault trovata in una cellula procariota. Lo studio è in un preprint inviato a bioRxiv e non è ancora stato sottoposto a revisione.
Cosa è successo
Le vault sono grandi gusci di proteina a forma di botte, presenti in quasi tutte le cellule del nostro corpo. Le hanno scoperte nel 1986 Leonard Rome e Nancy Kedersha, ma a quarant’anni di distanza nessuno sa con certezza a cosa servano.
Il gruppo di Anthropic ha usato Claude in ogni fase del lavoro:
- ha cercato proteine simili in un archivio di circa 15 miliardi di proteine previste, trovandole in 29 gruppi di batteri e 4 di archei, ma in meno dell’1% delle specie;
- ha preparato il DNA per produrre le proteine candidate: delle 15 prodotte in forma solubile, 7 si sono assemblate in particelle simili a vault, 4 confermate al microscopio crioelettronico;
- ha eseguito, sotto la direzione dei ricercatori, l’elaborazione delle immagini al microscopio.
La vault studiata nel dettaglio viene da un virus che infetta i batteri ed è fatta di 96 copie di una sola proteina, contro le 78 della vault dei mammiferi. Secondo Anthropic la purificazione, che di solito richiede circa tre giorni, è scesa a circa 90 minuti, e il primo modello della struttura era pronto in 34 ore invece di settimane. Un dettaglio interessante: Claude all’inizio aveva sconsigliato il metodo di purificazione poi adottato, e i ricercatori hanno deciso di provarlo lo stesso. La funzione delle vault, invece, resta sconosciuta.
Perché è importante
Da mesi le grandi aziende dell’AI promettono che i modelli accelereranno la scienza. Qui c’è un caso concreto e misurabile: tempi di laboratorio ridotti da giorni a ore, su un problema aperto da decenni. Va però letto con la giusta cautela: i dati vengono da Anthropic, che produce Claude e ha interesse a mostrarne le capacità, e il lavoro deve ancora passare la revisione di altri scienziati.
Il punto più interessante è il ruolo dei ricercatori. Le scelte importanti, comprese quelle contrarie al parere di Claude, le hanno prese le persone. L’AI ha tolto lavoro ripetitivo e lento, non il giudizio.
Il mio parere
Non è una scoperta che cambia la medicina, e Anthropic non lo dice. È però un buon esempio di come lavorare con un modello: delegare le parti lunghe e tecniche, tenere per sé le decisioni. Vale per un laboratorio come per un ufficio.
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